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Gåte – Vita, morte ed enigmi di una band norvegese scomparsa

In questo interessante articolo, di elevato valore divulgativo, Antonio Panzera, direttore artistico di PalinSesto, ci racconta la storia dei Gåte, una originalissima band scandinava nelle sonorità, nei testi, nelle atmosfere e nelle radici. Davvero una bella pagina di giornalismo culturale in linea con la mission di una associazione nata come laboratorio di idee e di progetti culturali.

“Il bambino, coricato alla nanna,
a volte piange e ride, ride a volte.
Dormi, dormi, nel nome di Gesù,
Gesù mi protegga il bambino.

La mamma mi prende sulle sue ginocchia,
danza piano con me, avanti e indietro,
così, con il piccolo danza,
così danza, ed allora il suo bimbo dormirà.”

(“Gjendines Bånsull”
vecchia ninna nanna norvegese) 


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Il cesto del carbone

demotivation-us_books-that-is-exactly-how-they-work_129992116125-560x920Dal 17 al 20 novembre 2016, dopo la grande partecipazione di pubblico registrata nelle precedenti edizioni, torna Bookcity Milano, la festa milanese dedicata al libro e alla lettura e dislocata in diversi spazi della città metropolitana, fra cui anche Cinisello Balsamo.
Il corposo programma degli eventi (più di mille tra incontri con gli autori, spettacoli, reading, laboratori, mostre) è talmente ampio da creare forse smarrimento: un po’ come addentrarsi in una grande libreria piena di scaffali traboccanti di libri. Cosa cercare, come trovare conoscenza o divertimento? E soprattutto ha un senso questa manifestazione in una realtà quotidiana dominata dai social network, dal calo di lettori e vendite?

Non ci sono regole che stabiliscano come suscitare la passione per la lettura. Non ci sono manuali con istruzioni per l’uso, ma i libri fanno riflettere sulla realtà e aprono la mente verso nuovi orizzonti, come in questa favola che ho trovato su quora.

Un vecchio contadino viveva in una fattoria in montagna con il suo giovane nipote. Ogni mattina il nonno si alzava presto e si sedeva al tavolo della cucina per leggere un libro. Un giorno il nipote chiese: «Nonno, anch’io cerco di leggere il libro, ma a volte non lo capisco e quello che capisco lo dimentico, non appena chiudo il libro. A cosa serve quindi leggere?»

Con calma il nonno si alzò dal tavolo, prese il carbone da un cesto, lo mise nella stufa e, rivolgendosi al nipote, disse: «Porta il cesto del carbone fino al fiume e riportalo pieno d’acqua.»

Il ragazzo fece come gli era stato ordinato, ma il cesto si era già svuotato prima del rientro a casa. Il nonno si mise a ridere e disse: «Devi essere più veloce!» e lo rimandò al fiume. Il ragazzo corse più veloce, ma il cesto era ancora vuoto al rientro a casa. Senza fiato, il nipote disse al nonno che era impossibile portare l’acqua in un cesto e andò a prendere un secchio. Il vecchio rispose: «Io non voglio un secchio d’acqua. Voglio un cesto di acqua. Non ti stai impegnando!» e uscì dalla porta per vedere il ragazzo tentare ancora. A questo punto il ragazzo sapeva che era impossibile, ma volle dimostrare a suo nonno che, pur correndo più veloce, l’acqua sarebbe fuoriuscita prima del ritorno a casa. Il ragazzo immerse di nuovo il cesto nel fiume, corse a più non posso e raggiunse il nonno con il cesto di nuovo vuoto. Con il fiato corto, disse: «Vedi nonno: è inutile!»

«Come mai pensi sia inutile?” Disse il vecchio: «Guarda il cesto!» Il ragazzo osservò il cesto e per la prima volta si rese conto che era diverso. Non era più un cesto di carbone vecchio e annerito: adesso era pulito, dentro e fuori.

Questo è ciò che accade quando si legge il libro: puoi non capire o non ricordare tutto, ma leggere ti cambia, dentro e fuori…

Una voce nel deserto

Anna_ColnagoIndubbiamente fa piacere che una studentessa nostra concittadina si sia classificata al primo posto nella sezione Lingua Greca delle Olimpiadi Nazionali delle Lingue e Civiltà Classiche tenutesi al Politecnico di Torino lo scorso 11 maggio (47 erano i finalisti di questa sezione). Anna Colnago, studentessa del Liceo Classico “G. Casiraghi” (Parco Nord), ha conquistato la finale nazionale dopo aver vinto l’VIII Agone Placidiano, gara a premi di traduzione dal Greco antico all’italiano svoltasi sabato 19 marzo 2016 presso il Liceo Classico “Dante Alighieri” di Ravenna.  Continua la lettura di Una voce nel deserto

La mappa della crudeltà

AtlanteStragiNazisteFascisteLa geografia dell’orrore è impressionante: nella cartina sono visualizzati oltre 5.000 episodi di stragi operate da nazisti e fascisti dopo l’8 settembre 1943: per ogni evento, una scheda che ricostruisce la dinamica degli eventi, inserita nel contesto territoriale e nelle diverse fasi della guerra, l’identità delle vittime e degli esecutori (se documentata e attendibile).

L’Atlante delle Stragi Naziste e Fasciste in Italia è una banca dati on line a disposizione degli studiosi e della società civile: il frutto di un importante accordo tra Italia e Germania, promosso in collaborazione dall’Istituto nazionale per la storia del movimento di liberazione in Italia (INSMLI) e dall’Associazione nazionale partigiani d’Italia (ANPI).

Massacri senza apparenti ragioni belliche di civili privi di armi: donne, vecchi, bambini vittime di eventi non solo strazianti ma ancora in grado di suscitare, dopo oltre settant’anni, memorie divise e giudizi contrastanti su cause e responsabilità: questo l’oggetto dell’attività di catalogazione e analisi compiuta da un gruppo di oltre 90 ricercatori. Condotta rigorosamente sulla base delle fonti disponibili, la ricerca ha permesso di definire un quadro completo dei crimini commessi dall’esercito tedesco e dai suoi alleati fascisti tra il 1943 e il 1945: 5.429 episodi di violenza e 23.371 vittime.

Presentata ufficialmente a Roma lo scorso 6 aprile nella sala Aldo Moro del Ministero degli Esteri, l’indagine storiografica servirà a far piena luce su quella guerra ai civili che ha insanguinato il nostro Paese durante la Seconda guerra mondiale, così da contribuire alla creazione di una nuova cultura della memoria.

Un somaro tra le note

Pianoforte4maniIl concerto “Danza e Folclore” del Garbage Piano-Duet (non fatevi ingannare dal nome!) mi ha permesso di scoprire il mondo del pianoforte suonato a quattro mani: un vero e proprio genere degno di attenzione perché riesce ad esprimere un’ampiezza che definirei quasi “orchestrale”. L’esecuzione di brani in cui il ballo da sala era il filo conduttore, affidata alla sensibilità e agli straordinari mezzi tecnici di Paola Sammaritano e Maria Teresa Mendicini, è stata eccellente anche nell’approccio divulgativo: sapiente, piacevole e accattivante. Un divertente percorso musicale che ha svelato come le più svariate espressioni popolari abbiano contaminato la musica colta di compositori e compositrici la cui fama è passata alla storia.  Continua la lettura di Un somaro tra le note