Cinisello Balsamo, Italia

Vista-Cinisello-Balsamo
Il Piano di Governo del Territorio (PGT), approvato tra polemiche dal Consiglio Comunale di Cinisello Balsamo il 24 ottobre 2013, è ufficialmente in vigore dal 5 marzo con la pubblicazione sul Bollettino della Regione Lombardia (BURL). La parte più importante, il “Documento di Piano“, ha validità quinquennale e contiene tutte le scelte relative ai modi, ai tempi ed alle direzioni di sviluppo della città.

Non sono urbanista o architetto, però ho a cuore il benessere della mia città e cerco sempre di giudicare con le logiche del buon senso, della responsabilità e della legittima critica. 

Se potessimo tutti guardare dall’alto la maggior parte delle nostre città, Cinisello Balsamo incluso, ci colpirebbe soprattutto un fattore: la commistione terribile fra quartieri e capannoni, villette e fabbriche. 
Un disordine urbano a cui questo PGT non porrà alcun rimedio, cercando di rendere il nostro paesaggio urbano più ordinato, più razionale e con molto più verde.

Il disordine urbano sembra essere l’unico metodo con cui sono state progettati e gestiti i nostri centri urbani. L’urbanistica (sregolata) è stata per decenni la cassaforte dei Comuni e gli effetti di questo modello prevalente di sviluppo sono stati devastanti: uso inefficiente del territorio, di energia e di risorse, maggiore inquinamento dell’aria e dell’acqua, perdita di spazi aperti e habitat naturali.

Per raggiungere le destinazioni siamo costretti a usare troppo l’automobile, a sprecare tempo nel traffico, causando l’aumento esponenziale di nuovi costi di infrastrutture e problemi di salute. Molti dei sobborghi di cittadini auto-dipendenti, mal serviti dai mezzi pubblici, diventano magneti per la povertà, la criminalità e la disfunzione sociale.

Il disordine urbano non funziona, ha prodotto danni per troppo tempo e la recente crisi economica ha messo a nudo i limiti di questo modello e amplificato i problemi creati dal suo fallimento. La festa è finita: allora cosa facciamo?

Con una popolazione a crescita lentissima (con anziani e immigrati in aumento) e con un patrimonio edilizio notevole, bisogna puntare assai di più sul recupero dell’esistente: migliorando, riqualificando, pianificando seriamente. La crescita disordinata è stata aggressiva, promossa e incoraggiata: l’approccio al recupero e alla ristrutturazione deve essere lo stesso.

Ciò significa che in Italia non si deve più costruire? Certamente no. Vuol dire però che, crescendo molto poco la popolazione e quel poco soltanto in forza dell’immigrazione, bisogna ristrutturare, a partire dalle periferie. Vuol dire che bisogna tornare a quote di edilizia sociale per i più poveri che siano vicine ai livelli europei del 20-25 per cento. Vuol dire che la nuova edilizia va dosata, raffreddandone l’elevata temperatura speculativa. Che penalizza poi soprattutto le giovani coppie o i single, gli immigrati che non trovano case a costi sopportabili, i disoccupati.

A gennaio 2014, senza i nuovi interventi previsti dal PGT, a Cinisello Balsamo abbiamo raggiunto un consumo di suolo pari all’87,9% (era il 74% nel nel 2009). Non ci consola sapere che non siamo i peggiori antropizzatori nel Nord Milano: Bresso, Sesto San Giovanni e Cusano Milanino infatti ci superano.

 Si deve sicuramente dissentire da questo PGT in materia di edificabilità, volumetrie, destinazioni d’uso, norme di perequazione, dimensionamento, ma nulla di tutto ciò è tanto importante quanto il deficit di strategia di sviluppo che si riscontra, la sua inadeguatezza.

Non ci deve preoccupare solo la cementificazione di qualche pezzo di città o singoli interventi che possano legittimamente essere avversati da alcuni cittadini, quanto il destino comune di tutti noi nel futuro della città. Questo dovrà essere il tema del prossimo Piano di Governo del Territorio.

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