Confusione digitale

digital-venice-2014Ho verificato e accolto con favore l’iniziativa della nostra Amministrazione comunale che dal mese di giugno permette ai cittadini di Cinisello Balsamo di richiedere e stampare certificati on line in pochi minuti. Assieme all’’App “Città facile” (l’applicazione per smartphone che consente ai cittadini di accedere più facilmente ai servizi comunali – ora solo per iPhone ma da fine anno anche per Android) è motivo di vanto per il nostro Sindaco high-tech. Non siamo stati i primi a utilizzare queste tecnologie ma è comunque un significativo passo avanti per lo sviluppo dell’Agenda digitale italiana, una normativa necessaria e urgente che tarda a perfezionarsi, impigliata nei meandri della burocrazia italiana.

Il Governo Renzi più di tutti ha enfatizzato le prospettive del digitale come opportunità per il Paese di tornare a crescere e molto ha puntato su questi temi a scopo elettorale. Digital Venice 2014 (7-12 luglio) è stato il battesimo mediatico della strategia governativa sul digitale. Non è possibile stabilire se sia solo “mediatico” questo interesse-propaganda, o se all’evento seguiranno investimenti e più attenzione. Comunque il primo evento ufficiale del semestre italiano di presidenza del Consiglio dell’Unione Europea, evidenzia già una lacuna incomprensibile: la “cultura” è completamente assente. Il Governo italiano ha evidentemente organizzato in gran fretta questa kermesse sulla società dell’informazione, sulle telecomunicazioni ed il digitale attuale e futuro: nel programma, certamente a causa di ritardi e confusione di strategia, non è previsto un appuntamento dedicato a come la cultura possa (anzi debba) avere un ruolo guida nello scenario globale.

Una storia infinita questa dell’Agenzia per l’Italia Digitale, cominciata ai tempi del decreto Digitalia e mai compiuta, cui forse solo il nuovo Ministro della Funzione Pubblica, Marianna Madia, potrà porre rimedio nell’ambito della più vasta riforma della Pubblica Amministrazione. Doveva essere una delle principali leve per lo sviluppo e la modernizzazione del Paese che poteva consentire all’Italia di recuperare il gap che da anni la separa dalle nazioni più virtuose in materia di utilizzo delle ICT. E invece, dopo roboanti annunci e pompose conferenze stampa, l’innovazione è rimasta frenata dalla burocrazia e sono impressionanti i ritardi accumulati dai vari Governi nell’adozione dei necessari interventi. Una bufala che dura da 24 mesi!

Il grave ritardo nell’attuazione dell’Agenda digitale ha conseguenze immediate e gravi:
– le Pubbliche Amministrazioni non possono completare la transizione dal cartaceo al digitale;
– i cittadini e le imprese non hanno a disposizione strumenti per un rapporto telematico con la PA (ad es. pagamenti on line);
– le imprese hanno difficoltà a investire, in considerazione della cronica incertezza su standard e regole tecniche.

Alessandra Poggiani, il nuovo direttore dell’Agenzia per l’Italia digitale (AgID), dovrà subentrare ad una gestione fallimentare e guidare le politiche digitali e tecnologiche del Paese in coerenza con l’Agenda digitale europea: è la nuova alfabetizzazione che può favorire sviluppo, competitività, occupazione e democrazia usando la leva della modernizzazione informatica. Eppure in Italia un adulto su tre non ha mai usato Internet. L’Europa ha bisogno di infrastrutture fisiche ma in Italia manca un sistema pubblico di connettività, l’insieme di infrastrutture tecnologiche e di regole tecniche, per lo sviluppo, la condivisione, l’integrazione e la diffusione del patrimonio informativo e dei dati della pubblica amministrazione. In Italia quattro abitazioni su cinque non sono raggiunte dalla banda larga, parecchio al di sotto della media europea: per crescere tutti è tempo di iniziare a costruire queste reti.

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