Partito Democratico s.n.c.

Sarà che, col passare degli anni, si ha sempre più nostalgia del tempo trascorso, o sarà che che, a una certa età, il passato sembra più avventuroso del futuro, certo è che il mondo politico e la civiltà culturale degli anni Sessanta e Settanta ci sembrano oggi scomparsi irrimediabilmente. Si ha voglia di tirare fuori dal garage la famosa macchina del tempo DeLorean del film Ritorno al futuro e farsi subito un viaggetto con permanenza non temporanea in quei due decenni. Potremmo dimenticare per un po’ lo spettacolo avvilente della politica, non solo italiana. 

A quattro giorni dal voto, in attesa di conoscere i dati ufficiali sull’affluenza alle primarie del PD, possiamo dire che vi ha partecipato un campionario di umanità molto eterogeneo: frotte di extracomunitari e migranti pagati per recarsi alle urne, cittadini talmente entusiasti da riuscire a votare più volte, persino un sindaco fascista con seguito di camerati folgorati dalla campagna elettorale di Michele Emiliano.

Devo ammetterlo, ai tempi di Matteo Renzi “rottamatore” non credevo ai miei occhi e alle mie orecchie: non ha mai portato avanti vere e concrete idee riformiste, ma la sua retorica era appagante e la sua presa televisiva impeccabile.

Giunto al governo, non ha saputo creare una classe dirigente e si è circondato di una cerchia chiusa di pochi vassalli, ha varato operazioni economiche utili ad ampliare il consenso e inutili alla risoluzione dei problemi economici e sociali che ci affliggono. Non affrontando e sottovalutando le sfide, il Paese è rimasto inchiodato.

Ora, dopo le ultime primarie, il PD ha definitivamente rottamato se stesso e il vecchio PCI: di quel partito non ha più i valori e l’aggancio alla società italiana che si riconosceva nella sinistra riformatrice.

Renzi è un esponente di quella sinistra neo capitalista (s.n.c.) poco sensibile al mondo della solidarietà sociale, molto incline all’ottimismo populista e completamente convertita alle logiche mercatiste. Alla guida personalistica di un partito di centro che guarda a destra, Renzi sta lasciando un vuoto pauroso nel panorama politico di sinistra. Facciamo presto a riempirlo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *