Perché amiamo la musica

PiazzaScalaAbbadoLa musica ha dimostrato di essere un potente strumento di comunicazione.
La musica ha una dimensione sociale,
è un punto di connessione con gli altri
che si crea a colpi di note.

Ne abbiamo avuto la riprova con i due concerti trasmessi in diretta su Rai 5
e in web streaming lunedì 27 gennaio: “I violini della speranza” e la “Marcia Funebre”
dalla Terza Sinfonia di Beethoven. Una serata di grande musica per ricordare il Giorno
della Memoria e la scomparsa di Claudio Abbado.

I VIOLINI DELLA SPERANZA
Nell’Auditorium Parco della Musica di Roma, un evento di grande portata simbolica in cui si sono incontrate storie, origini e religioni diverse. Sono stati utilizzati, per la prima volta in Italia, dodici violini e un violoncello sopravvissuti alla Shoah, ciascuno con la sua storia drammatica, ritrovati e restaurati dal liutaio israeliano Amnon Weinstein. Accompagnata da quattro solisti di eccellenza e diretta dal maestro Yoel Levi, si è esibita la JuniOrchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, composta da ragazzi tra i 14 e i 21 anni. Una scelta chiaramente simbolica: per non dimenticare, la testimonianza del ricordo deve passare attraverso le nuove generazioni.

CONCERTO A PORTE APERTE PER CLAUDIO ABBADO
Con la sala del teatro alla Scala vuota e la diffusione della musica in piazza, Milano ha salutato Claudio Abbado, il grande direttore d’orchestra innamorato di Milano e scomparso lo scorso 20 gennaio. Ottomila persone hanno ascoltato in silenzio e applaudito la Filarmonica diretta da Daniel Barenboim che eseguiva la Marcia funebre della Terza sinfonia di Beethoven, l’Eroica. Un omaggio collettivo e commosso a un grande maestro che per tutta la vita ha costruito bellezza: un esempio per l’Italia che vuole crescere e non si considera una nave alla deriva.

Suonare e ascoltare musica fa conoscere gli altri e il mondo, insegna a rispettare le individualità, ci rende migliori. Ecco perché dobbiamo sostenerla in tutti i modi, specialmente a livello locale dove si incontrano le difficoltà maggiori per la mancata attenzione che prestiamo e la colpevole disattenzione delle istituzioni.

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