Prove di paura

Dopo tanti anni, non so ancora bene cosa significhi veramente comunicare, scrivere. Le parole e le immagini ci allettano, affascinano, lusingano, ma possono anche ingannare e tradire. Pur tra mille dubbi, cerco di utilizzare bene questi strumenti e di non fare disinformazione.

Fare appello alle paure più recondite e irrazionali, fare leva sul panico, diffondere una cattiva informazione vuol dire fare un uso decisamente indebito della parola e delle immagini. 

La stringente attualità del degrado delle periferie cittadine e della violenza sulle donne è tornata su Rete4 con la sferzante ospitalità di Paolo Del Debbio e della sua trasmissione Quinta Colonna. Per la seconda volta, lunedì 25 settembre ha partecipato anche il sindaco di Cinisello Balsamo. Ancora una volta questo talk show si è rivelato una terrificante rassegna di paure, piaghe e proteste in cui il bravo conduttore ha cercato di coinvolgere anche la nostra Città.

Nel poco spazio che ha avuto a disposizione, due interventi di due minuti circa ciascuno, una Siria Trezzi in grande spolvero ha difeso con onestà il proprio operato di sindaco sulla questione del degrado urbano e, relativamente alla violenza sulle donne, ha auspicato un diverso atteggiamento del maschio. Parole più che condivisibili, a prescindere dalla appartenenza politica.

Come è giusto che sia, dal punto di vista politico e sociale l’operato del nostro sindaco sarà giudicato nelle elezioni comunali del 2018. Ma una cosa è cercare di fare bene il proprio lavoro di sindaco e partecipare a un talk show organizzato da un conduttore e da una proprietà politicamente avversari. 

Altro è legittimare, con la propria partecipazione, un dibattito in cui ci si abbandona alla paura più irrazionale, invocata con forza da più parti, perché di fronte alla paura – motivata o no – si finisce sempre per giustificare ogni tipo di reazione.

Comunicazione e informazione sono processi complessi che richiedono preparazione, competenze ed una sensibilità etica che riesca a contenere le possibili distorsioni, come avviene puntualmente a “Quinta Colonna”.

PS – MI piacerebbe conoscere il processo decisionale che ha portato alla scelta del titolo di questo talk show. Quinta colonna è il nome dato da un generale franchista, durante la guerra civile spagnola (1936-1939), agli elementi nazionalistici infiltratisi in Madrid durante l’assedio della capitale. Per estensione, il termine viene usato in senso dispregiativo per indicare un nemico nascosto e sovversivo.

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