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Expo: la storia si ripete?

Expo-Milano-1906-PosterStoria esemplare quella dell’Expo 2015, l’esposizione universale di Milano. Un evento colossale, che dovrebbe attrarre milioni e milioni di visitatori coinvolgendo oltre 150 paesi. Durerà sei mesi e si pensa possa avere delle ripercussioni importanti sulla ripresa economica e l’occupazione. Si attende che l’evento cominci anche per vedere se aiuterà l’Italia nel suo rilancio. Fino a questo momento, però, Expo ha più che altro messo in evidenza quelli che sono i classici problemi italiani: sprechi, corruzione, ritardi. A 329 giorni dal grande evento avremmo dovuto essere impegnati solo ad apportare gli ultimi ritocchi alla città per accogliere i turisti, a vendere i biglietti e i gadget legati alla mascotte Foody. Invece è in atto una corsa contro il tempo per completare i lavori ed evitare un flop di risonanza planetaria. Il progetto iniziale è stato rivisto in tono più sobrio e concreto per riuscire a farcela. Per fortuna il tema e la struttura della rassegna espositiva “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita” hanno fatto sì che questo sia l’Expo di maggior successo della storia per numero di Paesi presenti e per quanto hanno investito. Non resta che sperare anche in un gran successo di visitatori.

Milano non è nuova ad un evento del genere. La città infatti già nel 1906 ospitò l’Esposizione Universale intitolata “Trasporti terrestri e marittimi”. L’evento, che doveva originariamente svolgersi nel 1905, data prevista per il termine dei lavori del traforo ferroviario del Sempione, fu in seguito posticipato proprio a causa dei ritardi nella realizzazione del tunnel causati da imprevisti e costi aggiuntivi (guarda caso in prevalenza sul fronte italiano). L’Esposizione si svolse tra il 28 aprile e l’11 novembre e il traffico regolare dei treni iniziò il primo di giugno del 1906.

ExpoMilano2015Dulcis in fundo, un giudizio sul logo di Expo, sicuramente non all’altezza della grande tradizione creativa italiana. Tralasciando ogni valutazione estetica (soggettivamente variabile), consideriamo solo l’aspetto costruttivo del progetto. In qualsiasi concorso per la realizzazione di marchio o logotipo, uno dei criteri fondamentali richiesti è di conservare leggibilità e valore espressivo a qualsiasi scala di riduzione e ingrandimento, nella riproduzione sia a colori che in bianco e nero, in positivo e negativo, tenendo conto anche dei diversi materiali e tecniche di stampa. Il logo di Expo Milano 2015 non soddisfa certo tutti questi parametri e mi dispiace che la giuria composta anche da veri professionisti del settore non abbia saputo indirizzare correttamente la scelta. Un’occasione mancata per presentarsi degnamente all’appuntamento.