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Il vero valore e l’autentico significato del 1° Maggio

Charlot-Tempi-ModerniDalla fine del 19 ° secolo , la Festa del Lavoro è un momento per ricordare il ruolo dei lavoratori nella società: un ruolo che ci ha salvati da un sistema industriale e manifatturiero che era solo crudeltà e sfruttamento. È una storia epica che tutti dovrebbero conoscere ed esserne  orgogliosi, in questo giorno e in tutti gli altri. Questo deve essere spiegato e insegnato nelle scuole di ogni ordine e grado.
Il Primo Maggio è molto più che un meritato giorno di riposo: è il momento per celebrare gli importanti contributi forniti dai lavoratori alla nostra economia e riflettere sui veri problemi economici del nostro tempo. I lavoratori sono il motore dell’economia. Il lavoro che facciamo, i servizi che offriamo e il denaro che spendiamo condizionano e guidano l’economia. Ma la crisi industriale, la pressione al ribasso sui salari e i programmi di austerità del governo stanno rovinando le persone che lavorano: le famiglie devono lottare per sbarcare il lunario. I ricchi sono sempre più ricchi e il carico del debito sulle persone che lavorano è in aumento. Non c’è da meravigliarsi se la nostra economia sta vivendo una crescita così lenta.

Si tratta di un problema economico centrale oggi. Senza un adeguato reddito da pensione, molti dovranno vivere con standard di vita ridotti rispetto ad oggi e vedremo aumentare la povertà degli anziani. La risposta è chiara. L’economia ha bisogno di un rilancio, il reddito disponibile deve salire per incrementare la domanda e creare di conseguenza buoni posti di lavoro e crescita economica.

Abbiamo bisogno di costruire un’economia che sostenga i lavoratori con redditi dignitosi per la prossima generazione. Mentre celebriamo la Festa del Lavoro di quest’anno, festeggiamo davvero il contributo delle persone che lavorano continuando a premere per il cambiamento economico e per invertire la crescente disuguaglianza di reddito.

“La vera libertà individuale non può esistere senza sicurezza economica ed indipendenza.
La gente affamata e senza lavoro è la pasta di cui sono fatte le dittature.

(Franklin Delano Roosevelt)