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Molto rumore per nulla

La doppia farsa del Referendum lombardo

Alla fine non succederà nulla. Lo strombazzatissimo Referendum per l’autonomia della Lombardia del 22 ottobre si dissolverà, senza lasciare traccia di sé. Il Presidente Roberto Maroni ha messo in scena una doppia farsa a beneficio delle proprie ambizioni alle elezioni regionali del prossimo anno: per questo ha indetto un nebuloso e costoso referendum  e, per farci capire quanto il nostro voto sia importante, ha organizzato un cerimoniale inutilmente propagandistico e ipertecnologico.

In occasione del voto del 22 ottobre, la Regione Lombardia sperimenterà per la prima volta un sistema di voto elettronico: per questo sono stati acquistati 24mila tablet con relativo software da utilizzare nei circa 8mila seggi lombardi. Quindi niente più matite e schede cartacee.  Continua la lettura di Molto rumore per nulla

Mobilitazione generale per i sindaci

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In vista del referendum costituzionale, nella quiete di inizio agosto, il fronte si è scaldato. Un blitz per sostituire i direttori dei tg non in sintonia con il Governo Renzi e una lettera-appello per promuovere la campagna per il Sì inviata ai primi cittadini di tutta Italia da parte di Graziano Delrio, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, e da Angelo Rughetti, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, d’intesa con il senatore Roberto Cociancich, coordinatore nazionale del Comitato nazionale per il Sì.

Alla mobilitazione hanno già aderito molti primi cittadini del Milanese, tutti di area PD, tra cui la nostra la nostra sindaca Siria Trezzi. Un’adesione importante che, pur con il massimo rispetto per la funzione svolta nella nostra città, suscita forti perplessità.

Una prima obiezione riguarda il rischio di patriottismo di partito: i sindaci hanno fatto prevalere l’esigenza di schieramento piegando la verità ai propri interessi oppure hanno da soli realisticamente ponderato i contenuti della riforma? I consigli comunali non sono stati consultati perché forse era rischioso discutere negli organi collegiali di base: ai voti delle opposizioni si potevano sommare quelli dei dissidenti interni al PD, una percentuale importante che potrebbe crescere man mano che viene chiarita la portata autoritaria e confusionaria della riforma di Renzi.

Ma al di là delle valutazioni nel merito del combinato disposto di Italicum e riforme costituzionali, il sindaco è una figura istituzionale a capo dell’amministrazione comunale e dovrebbe rappresentare tutti i cittadini, non patrocinare solo una parte di essi. Come privato cittadino può aderire anche al fan club del pesce palla, ma come “istituzione sindaco” non può farlo. Si diventa “primi cittadini” per merito di tutti gli altri, solo momentaneamente “secondi”. Come sindaco ha giurato sulla Costituzione e sulla fascia che indossa non c’è scritto né un Sì né un No, perché tutti devono essere rappresentati.