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Etica e buon gusto sono superati

Nell’ultimo numero del periodico di informazione locale LaCittà, distribuito il 19 febbraio, la prima e la seconda pagina sono interamente dedicate alla trasmissione Quinta Colonna andata in onda su Rete 4 il primo febbraio. Le telecamere del popolare talk show di attualità condotto da Paolo Del Debbio erano a Cinisello Balsamo per ascoltare i cittadini del quartiere Crocetta, il più multietnico della città.

«Siamo nel quartiere Crocetta: anche qui degrado, insicurezza e rapine all’ordine del giorno…»: così l’inviata Nausicaa Della Valle ha introdotto il collegamento dal rione cinisellese. Sicuramente delinquenza comune e micro criminalità rappresentano un grave problema nelle nostre città e sono comprensibili paure e proteste, ma la prospettiva che emerge dal servizio televisivo è del tutto parziale, disorganica e inquietante. Isteria e maleducazione in diretta tv non hanno mai risolto problemi: sono solo la conseguenza della disastrosa miscela tra mediocri politici alla ricerca del facile consenso e opinione pubblica addestrata dal populismo dei media a risolvere problemi complessi con soluzioni semplicistiche.  Continua la lettura di Etica e buon gusto sono superati

Perché amiamo la musica

PiazzaScalaAbbadoLa musica ha dimostrato di essere un potente strumento di comunicazione.
La musica ha una dimensione sociale,
è un punto di connessione con gli altri
che si crea a colpi di note.

Ne abbiamo avuto la riprova con i due concerti trasmessi in diretta su Rai 5
e in web streaming lunedì 27 gennaio: “I violini della speranza” e la “Marcia Funebre”
dalla Terza Sinfonia di Beethoven. Una serata di grande musica per ricordare il Giorno
della Memoria e la scomparsa di Claudio Abbado. Continua la lettura di Perché amiamo la musica

Grazie, Mirella

MirellaStanzioneNon è riuscita a terminare il suo intervento.
Per Mirella Stanzione è stata una fatica grandissima ricordare l’internamento nel campo di lavoro femminile di Ravensbruck, come prigioniera politica dal luglio 1944 all’ottobre 1945. Aveva 17 anni all’epoca. L’accusa? Appartenere a una famiglia antifascista.

Ha portato questo dolore dentro di sé per 50 anni. Poi ha deciso che era giusto, in qualità di sopravvissuta, parlare della sua esperienza  Continua la lettura di Grazie, Mirella