Un buon antidoto contro il Festival di Sanremo

Sanremo2014Dobbiamo difenderci. Dobbiamo sopravvivere a cinque giorni di Festival della Canzone Italiana.

Ogni episodio di Asterix, il famoso fumetto (nato nel 1959)  che occupa un posto d’onore nella cultura francese ed europea, inizia così:
Nel 50 avanti Cristo tutta la Gallia è occupata dai romani. Tutta? No! Un villaggio dell’Armorica, abitato da irriducibili Galli, resiste ancora e sempre all’invasore. E la vita non è facile per le guarnigioni legionarie romane negli accampamenti fortificati di Babaorum, Aquarium, Laudanum e Petibonum…“. L’invasore in questo caso  è il Festival di Sanremo, che dal 18 al 22 febbraio occuperà la televisione e attirerà di certo l’attenzione di buona parte dei telespettatori.

Questo incipit di Asterix si addice bene a questo evento: l’offerta televisiva vive così momenti di epicità.

Spesso pensiamo o diciamo “vorrei una televisione di qualità“: ma in concreto a cosa pensiamo? Io, qualche proposta ce l’avrei.

L’avvento della televisione digitale ha aperto buoni spazi per chi vuole una televisione possibile che non soffochi creatività e innovazione sull’altare degli ascolti, ma che sia
in grado di aprirsi a nuove idee e format. Una tv che non sia qualcosa che uso per scappare da ciò che non voglio fare.

Ieri sera ho seguito con piacere su La Effe i nuovi episodi di The Spiral, la serie scandinava ambientata nel mondo dei mercanti d’arte. Un buon thriller a puntate sul ruolo dell’arte nella società contemporanea.

Un piccolo esempio di come un canale di qualità possa proporre qualcosa di veramente alternativo alla concorrenza. Il palinsesto di questa rete televisiva (nata lo scorso anno dalle ceneri di Repubblica Tv) non è ricchissimo ma del tutto originale: cinema d’autore, documentari innovativi che raccontano fenomeni sociali, culturali, urbani da tutto
il mondo, serie tv di quelle non banali (consiglio vivamente lo sbirro esistenzialista impersonato da Kenneth Branagh in L’Ispettore Wallander).

Una proposta nata sotto i migliori auspici e mi auguro che possa continuare a lungo.
Non è l’unica: anche Rai 5 è un’ottimo canale dedicato all’intrattenimento culturale
con contenuti davvero preziosi.

Serve davvero un’alternativa alla televisione dei reality show e delle fiction, serve un’opportunità per parlare di cultura anche in Italia. O almeno, questa, è la mia opinione.

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