Un progetto innovativo per il cinema Marconi

Ancora non si riaccendono le luci sul cinema Marconi. La struttura di proprietà dell’amministrazione comunale di Cinisello Balsamo è chiusa dall’estate del 2012. E non si sa nemmeno quando riaprirà. Gli alti costi da sostenere per ristrutturare e mettere in sicurezza un impianto inadeguato (si parla di 300.000 euro) ne impediscono la riapertura.

Ho letto con piacere la lettera aperta scritta dal consigliere comunale M5S Fabio Scalzotto e ne condivido l’invito a discutere per restituire il cinema Marconi alla nostra città.

Credo che la soluzione possa essere trovata trasformando il cinema Marconi in un’impresa culturale e creativa no profit che organizzi la vita culturale sul territorio, unendo pubblico e privato per proteggere le potenzialità espresse e promuoverne di nuove.

Con spazi adeguati per eventi, reading, mostre d’arte, concerti, spettacoli teatrali, corsi, laboratori, il territorio può rinascere e ritrovare quelle energie smarrite nell’attuale crisi economica e culturale.

Ed è una crisi strutturale, di sistema. La povertà delle famiglie nell’era contadina fu sconfitta dal lavoro e dal sacrificio per far studiare i loro figli, sicuri che questo investimento li avrebbe sollevati dalla miseria. Ed ora la storia si ripete. Il percorso culturale e l’impegno virtuoso potrà toglierci dalla decadenza dell’orgia consumistica, da una sciagurata gestione politica.

La città di Cinisello Balsamo ha tutte le energie necessarie: persone che considerano la musica, il teatro, la letteratura, l’arte come un elemento di comunità e fonte di coesione sociale, ricchezza economica e consapevolezza civica.

Chi fa cultura però sostiene delle spese e deve trovare il modo per farvi fronte. Oggi per fare cultura e innovazione culturale è sempre più importante assumere un approccio imprenditoriale.

Si tratta in sostanza di fare rete elaborando un progetto condiviso dalle associazioni, predisporre un piano economico-finanziario credibile e richiedere un contributo per ristrutturare la sala e restituirla ai cittadini in forme diverse e più moderne.

Esistono numerose realtà che possono condividere questa visione, offrire un contributo concreto per sostenere servizi e prodotti innovativi, favorire la crescita culturale ed economica del territorio.

Credo che un incontro pubblico su questo tema potrebbe fornire i necessari presupposti per creare uno spazio aperto al confronto e per formare un laboratorio progettuale che fornisca i necessari elementi di concretezza.

Sarà un’impresa ardua e non mi nascondo le difficoltà, ma lo spazio è aperto: adesso si tratta di colmarlo e sono pronto a condividere le mie riflessioni.

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