Una boccata d’ossigeno

01_dettaglio_short_food_movie_1280x400Expo Milano 2015 sta per iniziare, con le solite incognite e i soliti rischi di un’Italia in perenne ritardo. Le ansie sono concentrate sulla riuscita dell’Esposizione Universale, sui tornaconti economici, ma nulla sul senso profondo che questo evento dovrebbe avere.
Molto alto è il rischio che Expo si riduca a una manifestazione senz’anima, dove si annunciano vasti programmi e nobili intenzioni e poi si pubblicizza il cibo solo come merce in un ristorante internazionale a cielo aperto. 
Una boccata d’ossigeno che fa emergere immagini capaci di diventare veicolo universale dei valori dell’Expo è Short Food Movie – Feed your Mind, Film your Planet, il concorso lanciato un anno fa per raccogliere “corti” sull’alimentazione da ogni angolo del mondo e conclusosi con la scelta dei vincitori.
Sono 820 cortometraggi fatti in casa, girati da videomaker in erba, studenti di cinema, intere classi. Racconti di sessanta secondi pieni di colori e di emozioni e provenienti da 61 Paesi: per ora sono visibili solo in rete, ma dal 1° maggio scorreranno su un mega-schermo nel Padiglione Zero.
Il messaggio è corale: siamo quello che mangiamo, la tavola è cultura, tradizione, arte.
Col-cibo-non-si-scherzaMa le risorse scarseggiano, bisogna eliminare gli sprechi: come racconta il secondo video classificato “Col cibo non si scherza” di Francesco Fanuele e Gianluca Santoni, dall’Italia. Back-to-the-food
Vincitore del concorso è l’incubo fanta-alimentare “Back to the Food” di Michael Donatone, sempre dall’Italia. Il cibo è in pillole, la convivialità una lontana reminiscenza: un triste ma evitabile avvenire.
My-promisePaure, ma anche speranze che possono diventare realtà grazie all’impegno di tutti. Anche quello di due bambine filippine che, nel terzo video classificato, promettono di non lasciare cibo nel piatto (“My promise” di Alfonso Orioste Jr, dalle Filippine).

Ma non bisogna fermarsi solo a questi tre cortometraggi. Anche tutti gli altri contributi testimoniamo la passione e l’impegno di chi vuole ripensare il modo in cui utilizziamo le risorse del Pianeta e credere in un futuro più sostenibile,
Un fervore che, per ora, arriva soprattutto dal basso.

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