Vicini di casa: incubi e opportunità

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Dimentica sempre il portone condominiale aperto. Spara ai volatili che sporcano. Ogni notte sembra impegnato in un trasloco. Il cane lascia le impronte sulle scale. I figli schiamazzano. Il volume dello stereo è troppo alto. E anche quello del televisore.

Sono mille i motivi che possono giustificare la propria antipatia nei confronti del vicino di casa, sia che si abbia in comune un pianerottolo sia che a separarci vi sia soltanto una siepe.  Il vicino ideale è quello che non si intromette e non ti infastidisce.

Eppure qualcosa è cambiato. Si parla di rinascita del vicinato. La persistenza di condizioni difficili per l’economia fa sì che le persone si rivolgano ai vicini per un supporto informale più di quanto facessero in passato.

Ed è falso anche il luogo comune per cui il web ci ha allontanati. Il buon vicinato non è stato distrutto da Internet e la tecnologia non porta inevitabilmente al declino delle comunità locali. Non è così. La tecnologia può essere sfruttata per facilitare interazioni locali.

Ecco allora il boom delle piattaforme che collegano i vicini di casa. Per scambiarsi informazioni sulla vita dell’isolato, condividere risorse sia concrete che battaglie civiche, come esercitare maggiore pressione sull’amministrazione comunale per strappare una decisione importante per la vita dei cittadini.

Insomma: la rivoluzione del vicinato casalingo passa ormai, come dozzine di altri ambiti della nostra vita, per le nuove possibilità offerte dal web. Per abbattere i consumi, limitare gli sprechi di risorse, riciclare con intelligenza quello che non ci serve più o cercare consigli, conoscenze, abilità.

Dopo i tanti esempi di Social Street su Facebook, a gennaio è nata vicinidicasa.com: una nuova piattaforma web che metterà in contatto le persone che vivono nello stesso quartiere.

Avere uno strumento per conoscere i vicini e il territorio credo sia molto utile. Non tuonate come pensionati di fronte a un cantiere: “sarebbe meglio conoscersi di persona bla bla”, pensando che l’intento sia incontrarsi attraverso la rete. Naturalmente, se lo ritenete opportuno, potete sempre accorciare le distanze ed oltrepassare il pianerottolo o la siepe incontrando il vicino.

Vicinidicasa.com vuole creare un database di informazioni attendibili e user-­generated (della serie: ci sono passato io, ti dico come fare) che sostituisce il vecchio passaparola di quartiere e le vecchine che stavano fuori dall’uscio a scambiarsi consigli (e forse anche un po’ di gossip, ma quella è un’altra storia).

Attualmente la piattaforma web è in fase di perfezionamento e a Cinisello Balsamo sono ancora pochissimi gli iscritti.

Ma una volta entrato a regime penso che le amministrazioni e le forze dell’ordine dovrebbero utilizzarla, per promuovere il senso di comunità ed offrire maggior sicurezza.

2 pensieri su “Vicini di casa: incubi e opportunità

  1. Attenzione che il sito che hai linkato è errato, l’indirizzo giusto è
    http://www.vicinidcasa.com/
    Inoltre è un social network ancora in fase di costruzione, per adesso non c’è ancora nulla ( blog, forum o cose del genere ).
    Mi piacerebbe inoltre avere delle fonti che mi confermino la tendenza espressa in questo articolo ovvero il fatto che la “crisi” ha fatto riavvicinare i vicini… almeno per la mia esperienza personale è forse vero l’opposto.
    Buona serata

    1. Caro Martino,
      ti ringrazio per la segnalazione. Ho provveduto a modificare il link al sito.
      Come ho scritto nel post, il sito è ancora in fase di allestimento e ne attendiamo fiduciosi il lancio definitivo.
      Ma non è questo che conta in questo momento.
      Mi interessava segnalare una iniziativa meritevole di nota che trae origine dalle esperienze di Social Street del gruppo Facebook “Residenti in Via Fondazza – Bologna” iniziata nel settembre 2013 e proseguite poi a Milano e altrove.
      Questo tipo di esperienze sono nate negli USA con la piattaforma “di quartiere” Nextdoor: ennesima declinazione di social network per creare community tra vicini di casa ed abitanti di uno stesso quartiere.
      Grazie e al prossimo commento.

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