Una voce nel deserto

Anna_ColnagoIndubbiamente fa piacere che una studentessa nostra concittadina si sia classificata al primo posto nella sezione Lingua Greca delle Olimpiadi Nazionali delle Lingue e Civiltà Classiche tenutesi al Politecnico di Torino lo scorso 11 maggio (47 erano i finalisti di questa sezione). Anna Colnago, studentessa del Liceo Classico “G. Casiraghi” (Parco Nord), ha conquistato la finale nazionale dopo aver vinto l’VIII Agone Placidiano, gara a premi di traduzione dal Greco antico all’italiano svoltasi sabato 19 marzo 2016 presso il Liceo Classico “Dante Alighieri” di Ravenna. 

Ho citato questi importanti successi non per campanilismo (anche se è naturale un po’ di orgoglio) ma per segnalare con soddisfazione le sagge parole pronunciate dalla studentessa: “Il greco, come il latino, sono vie attraverso le quali scoprire se stessi. Certo, bisogna fare fatica, bisogna andare oltre il primo strato. La letteratura classica è un modo per crescere, gli scritti degli autori del passato parlano alla nostra vita molto più di quello che si possa pensare. A dire il vero tutto il liceo è stato un cammino di scoperta e di crescita, per questo lo consiglio a tutti. Amo le lingue classiche, è un valore aggiunto da cui partire, ma io farò l’avvocato: sono stata in tribunale, lì mi sono sentita nel mio posto”.

Condivido pienamente questo invito allo studio del greco antico, del latino e della letteratura classica come arricchimento essenziale perché leggere i grandi testi dell’antichità resta ancora oggi un passaggio cruciale nella formazione del cittadino.

Ma l’impressione è che la testimonianza di questa giovane rimarrà una voce nel deserto. Il progetto mercatista del governo Renzi nei confronti della formazione non lascia spazio a dubbi. Conformandosi totalmente alle logiche liberiste del mercato, la ministra Giannini (istruzione, università e ricerca) ha affermato con chiarezza lo scorso 4 maggio che “l’Italia paga un’impostazione eccessivamente teorica del sistema di istruzione, legata alle nostre radici classiche. Sapere non significa necessariamente saper fare. Per formare persone altamente qualificate come il mercato richiede è necessario imprimere un’impronta più pratica all’istruzione italiana, svincolata dai limiti che possono derivare da una impostazione classica e troppo teorica”.

Creare degli idioti, ecco svelato il progetto culturale e politico di Renzi & Co. Il racconto dell’era nuova prevede che ci siano sempre più persone con competenze unicamente professionali ma con perfetta incompetenza sociale: a colmare questa lacuna ci penseranno le fiabe continuamente riproposte dal Premier Renzi e dagli altri protagonisti del renzismo.

A proposito di fiabe, vorrei raccontarne una breve anch’io.

C’era una volta un signore che si chiamava Adriano Olivetti, il quale, quando ancora i computer occupavano ciascuno una stanza, assumeva laureati in materie umanistiche, che magari avevano fatto una buona tesi su Aristotele o su Esiodo, poi li mandava a fare gavetta per sei mesi in fabbrica, perché capissero per chi dovevano lavorare, e alla fine ne faceva delle menti altamente produttive per un futuro tecnologico. La morale è che anche nel mondo della tecnologia l’avvenire è di chi sappia ragionare: proprio quello che assicura una preparazione umanistica.

Dal momento che trent’anni di televisione commerciale hanno fatto perdere ai nostri ragazzi qualsiasi interesse per la cultura, e dal momento che il denaro è diventato, soprattutto negli ultimi anni, il generatore simbolico di tutti i valori, è ovvio che, non capendo più che cosa è bello, che cosa è buono, che cosa è giusto, i nostri ragazzi capiscano solo che cosa è utile. E da questo punto di vista la letteratura è proprio inutile.

Fa impressione che a ricordarlo sia una ragazza di 19 anni, che lo scopre leggendo i classici e non guardando la televisione.

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